sabato 19 marzo 2011

ANALISI DEL QUARTO CAPITOLO DEI PROMESSI SPOSI

Manzoni inizia il capitolo con Padre Cristoforo, che avvertito da Lucia, esce dal suo convento di Pescarenico e si reca alla casa delle due donne. Il primo capitolo si  apre con una ampia descrizione della natura: è mattina presto di una giornata autunnale, la descrizione è di una campagna lieta luminosa la quale si contrappone con un paesaggio umano molto triste ,con mendicanti  che chiedono l’ elemosina per lavoro e mendicanti per recente miseria << … il sole …..tendere la mano … rig.1 al 17>> Padre Cristoforo era una frate di circa sessant’anni ,aveva il capo rasato tranne per una corona di capelli, secondo il rito dei frati cappuccini, e aveva un carattere fiero e pronto all’ azione ma sempre costantemente controllato dalla volontà e due occhi incavati ma vivaci. Il suo vero nome era Lodovico.                                                            Lodovico aveva una natura umile , buona ,generosa ma anche violenta, era figlio di un mercante, ed era stato abituato sin da giovane all'agiatezza e al lusso (perché il padre voleva entrare nella classe aristocratica del luogo e quindi si atteggiava da tale e quindi educando il figlio come un piccolo nobile), era intollerante verso le ingiustizie, come il padre, e si ribellava all'ostilità del mondo aristocratico, lottando apertamente contro i suoi rivali e schierandosi a fianco dei deboli oppressi. Questa sua natura lo portò più volte all’ idea di farsi frate e questo suo atteggiamento lo portò al famoso duello che occupa gran parte del capitolo dove alla fine del duello diventa frate. Un giorno mentre era in compagnia del suo fedele Cristoforo incontrò un nobile spavaldo che lo sfidava non dandogli la precedenza nella strada. I due lottarono, Lodovico più per difendersi, l’altro per ucciderlo, a questo punto il fedele Cristoforo si sacrifica per lui e venne ucciso al posto di Lodovico, quest’ ultimo a sua volta uccide il nobile. A questa vicenda fa da sfondo il popolo che assiste all’ incidente e che convince Lodovico a entrare nel convento li vicino per salvarsi.                                                                                                   Allora Lodovico decise di farsi frate per espiare la sua colpa e in memoria dell’ accaduto e di Cristoforo prese lo stesso nome. Il fratello e i parenti dell’ucciso vollero vendicarsi del torto subito, e organizzarono una festa del perdono dove il frate si recò per chiedere il perdono della famiglia , vestita in pompa magna per umiliare il frate. Ma quando il frate chiese perdono al fratello e alla famiglia , che rimasero talmente colpite dall’ umiltà, dal pentimento che quasi si commossero e chiesero loro scusa per l’accaduto. La stessa folla di nobili acclamò il frate, che umilmente se ne andò  accettando solo un pane come dono di quel gentiluomo (pane del perdono). Il frate quindi si allontanò per espiare la sua colpa, lieto in cuor suo del perdono ricevuto.

SEQUENZE
Il quarto capitolo si può suddividere in 6 macrosequenze
·         LADESCRIZIONE DELLA NATURA E LA PARTENZA DAL CONVENTO DEL FRATE PER GIUNGERE DA LUCIA(DAL RIG. 1 AL RIGO 34) In questa sequenza Manzoni descrive minuziosamente il paesaggio autunnale , e mette  in contrato il paesaggio naturale con il paesaggio umano , cioè mette in contrasto la serenità della natura con la tristezza e la difficoltà della la crisi economica << la scena era lieta, ma ogni figura d’uomo che vi apparisse, rattristava lo sguardo e il pensiero. Ogni tanto s‘incontravano mendichi laceri e macilenti, o invecchiati nel mestiere, o spinti allora dalla necessità a tender la mano.>> rig.  15 – 17, e inoltre Manzoni sottolinea la crisi economia con i primi segni che annnunciano la crisi economica come << ….. gettando le lor semente ,rade , con risparmialtri spingevan la vanga come a stento , e rovesciavano svogliatamente la zollala fanciulla scarnala vaccherella magra stecchitaa rubarle, per cibo della famiglia , qualche erba , di cui la fame aveva insegnato che anche gli uomini potevan vivere>> rig. 22 – 28.
·         BIOGRAFIA DI FRA CRISTOFORO : LE ORIGINI FAMILIARI E LA GIOVINEZZA (RIG. 35 AL 120).  Con la tecnica del flash back Manzoni narra le origini del frate, figlio di un mercante, e la sua giovinezza (quella di Lodovico). Lodovico è il nome di Fra Cristoforo prima di diventare frate. Manzoni prima di iniziare con il lungo flash back applica il classico “ritratto manzoniano”, dove i particolari fisici sono rivelatori della personalità : il carattere fiero e deciso evidenziato da un capo raso, salvo una piccola corona di capelli, la barba bianca e lunga,che evidenziavano due occhi profondi e incavati che talvolta sfolgoravano come cavalli bizzarri , a fatica controllati da un cocchiere , che  sanno di non poterlo battere e pagano la loro vivacità con una buona tirata di morso.                                                                                                                  Successivamente  Manzoni ci descrive la personalità di Lodovico facendoci capire che quest’ ultimo, anche se abituato ad essere trattato come un nobile , per integrarsi con gli atri nobili doveva sempre subire umiliazioni e questo andava sia contro la sua educazione e sia contro il suo carattere , per questo si allontanò da loro . Inoltre provava orrore spontaneo e sincero per i supprusi dei nobili verso i deboli e questo lo portò più volte a scontrarsi contro di loro. Manzoni termina questa sequenza con un asindeto che viene usato per un rapido e incisivo sommario degli stati d’ animo di Ludovico <<… o scoraggito , dopo una triste riuscita , o inquieto per un pericolo imminente, annoiato del continuo guardarsi , stomacato della sua compagnia , in pensiero per l’ avvenire , per le sue sostanze che se n’ andavan , di giorno in giorno , in opere buone e in braverie, più d’ una volta gli era saltata la fantasia di farsi frate; che a quei tempi era l’ impiego più comune , per uscire dagli impicci … >> rig. 153-155.

·         IL DUELLO: LA MORTE DEL SERVO CRISTOFORO E L’UCCISIONE DEL NEMICO (RIG. 121 AL 181)
In questa macrosequenza inizia la prima delle sequenza dialogiche del capitolo : lo scambio di battute tra Lodovico e il nobile che non voleva dargli la precedenza. In questa macrosequenza inoltre possiamo notare vari elementi che ci fanno capire che la società del Seicento era basata sulla violenza <<
io spezzerò questa,quando sarà macchiata del tuo vil sangue …>>rig. 165 …. La macrosequenza termina con la morte del servo Cristoforo e del nobile .
·         LODOVICO SI RIFUGIA PRESSO UNA CHIESA DEI CAPPUCCINI: LA VOCAZIONE E LA DECISIONE DI FARSI FRATE (RIG.  183 AL 289).                                                           Questa è la sequenza principale del capitolo perché è quella dove Lodovico decide di diventare Frate. In questa sequenza, per la prima volta, incontriamo la folla come un personaggio che assise , discute, chiede notizie dell’incidente . Questo metodo di introdurre,appunto , la voce del popolo prende il nome di VOX POPULIS e avviene mediante un discorso diretto libero.                                                                                                            
Qui la sequenza si apre con la voce del popolo e con Lodovico, ferito, che viene portato dentro al convento dei cappuccini dove un padre dice a Lodovico di stare tranquillo perché il nobile ucciso chiedeva  e concedeva PERDONO( PAROLA CHIAVE DEL CAPITOLO) . QUESTA PAROLA non confortava Lodovico perché i suoi sentimenti erano confusi :dolore per l’ amico morto , sgomento e rimorso per l’ incidente e compassione per la sua vittima. Infatti, Lodovico pensando di essere lui la cagione della morte di Cristoforo prega il padre affinché cercasse la vedova del servo e gli chiedesse in suo nome PERDONO. E in questo modo, riflettendo sull’ accaduto , sente rinascere in lui il desiderio di farsi frate , e così fece chiamare il padre guardiano e gli manifestò il suo desiderio , lasciando tutto il suo patrimonio alla famiglia di Cristoforo , alla moglie e agli otto figli . Quindi Manzoni ci fa capire che la vocazione religiosa di Lodovico è ispirata non dal timore della vendette , ne da un ‘ impulsività di carattere , ma da un’ esigenza spirituale.                                                                                                                         In questa macrosequenza avviene la seconda sequenza dialogica del capitolo riferita con un discorso indiretto che risalta l’abilità diplomatica e retorica del padre guardiano(rig. 263-274).  La sequenza termina con Ludovico che
<<…. Si ravvolse nel sacco (indossa il saio da frate) … >> e che cambia nome in Fra Cristoforo, per ricordarsi sempre ciò che aveva da espiare.
·         LA FESTA DEL PERDONO:  (RIG. 290 AL 428)
La festa del perdono è l’ incontro tra il colpevole e la famiglia della vittima : Fra Cristoforo (colpevole) si reca,assieme al padre guardiano , a porgere le proprie scuse alla famiglia della vittima.
Prima del discorso di Fra Cristoforo , è da sottolineare la riflessione del narratore che crea una sospensione, fermando la scena : l’ attesa si fa più emozionante , si annuncia un cambio d’ atmosfera (climax) .
In questa sequenza si svolge il terzo dialogo del capitolo tra il fratello della vittima e Fra Cristoforo: emergono l’ umanità del frate e la commozione della famiglia, colpita dall’ umiltà dell’ uccisore. Ne segue il PERDONO generale. Cristoforo non accetta però nessuna carità dal fratello della vittima , tranne un po’ di pane (il pane del perdono) , che porterà sempre con sé.  In questa sequenza termina “la costruzione ad anello” con cui Manzoni costruisce il capitolo , infatti qui termina la digressione sulla vita di Fra Cristoforo , e si “ritorna” all’ arrivo di Fra Cristoforo a casa di Lucia.
·         FRA CRISTOFORO GIUNGE A CASA DI LUCIA ( RIG. 428 AL 432)
In questa sequenza termina , come detto prima, la digressione sulla vita del frate , e si ritorna alla “realtà” , cioè al suo arrivo a casa di Lucia.

LUOGHI
*      Primo luogo, dove è ambientato il capitolo, è la serena e tranquilla campagna autunnale messa in forte contrasto da Manzoni con il paesaggio triste dell’ uomo.
*      Il secondo è un luogo cittadino : la strada dove avviene il duello . Questo luogo è pensato da Fra Cristoforo come segno del volere di Dio, che era d’ accordo con lui sulla decisione di diventare frate .
*      Il terzo luogo è il convento, luogo molto importante nella storia perché è proprio li che il frate riflette sull’ incidente e prende a decisione di diventare frate per una propria esigenza spirituale.
*      Quarto luogo è il palazzo del fratello della vittima uccisa da Fra Cristoforo, dove, riunita tutta la parentela della vittima in “pompa magna”, il frate chiede perdono dell’ incidente e con il suo atteggiamento e il suo discorso riesce a commuovere la famiglia.
TEMPO DELLA STORIA : Manzoni applica in questo capitolo la costruzione ad anello cioè , come appunto un anello , incomincia con Fra Cristoforo che si dirigeva verso casa di Lucia , continua con una digressione sulla sua vita ( centrata maggiormente sui suoi trent’anni). Alla fine ritorna “alla realtà” con Fra Cristoforo che giunge a casa di Lucia.

PERSONAGGI
FRA CRISTOFORO : primo personaggio storico del romanzo , la prima cioè di quelle figure realmente che Manzoni riprende e adatta alla sua opera letteraria.                                                      Le principale caratteristiche morali di Fra Cristoforo sono: l’ avversione attiva a ogni sopruso e ingiustizia e il costante invito all’ abbandono fiducioso ai disegni provvidenziali di Dio e al rispetto delle sue leggi.                                                                                                                       Inoltre Manzoni nel personaggio del frate applica il classico “ritratto manzoniano”, dove i particolari fisici sono rivelatori della personalità : il carattere fiero e deciso evidenziato da un capo raso, salvo una piccola corona di capelli, la barba bianca e lunga,che evidenziavano due occhi profondi e incavati che talvolta sfolgoravano come cavalli bizzarri , a fatica controllati da un cocchiere , che  sanno di non poterlo battere e pagano la loro vivacità con una buona tirata di morso.                                                                                                                 
IL NOBILE PRESUNTUOSO : “l’ antagonista” di Fra Cristoforo , perché è a causa sua che morirono lui stesso per mano di Lodovico (Fra Cristoforo), e Cristoforo (servo fedele di Lodovico).                                                    Questo personaggio rappresenta la spavalderia e l’ intolleranza verso le classi inferiori da parte dei nobili.                                                                                                                                   IL FRATELLO DELLA VITTIMA:  in un primo tempo assetato di vendetta (per l’ affronto subito con l’ assassinio del fratello) e poi colpito da tanta umiltà e dal pentimento del giovane che ha scelto addirittura di farsi frate, sacrificando la sua vita ricca e scegliendone una di povertà e sacrifici.
PADRE GUARDIANO :  frate che aiutò Lodovico quando era ferito e che chiese la possibilità al fratello della vittima che Lodovico gli potesse porgere le proprie scuse.                             CRISTOFORO : Servo fedele e devoto di Lodovico , tanto da sacrificarsi per salvarlo.
FOLLA: In questo capitolo compare anche un singolare personaggio , la folla o popolo , che si dimostra sia in occasione del duello , sia in quella della pubblica richiesta di perdono , solidale al frate. La quarta sequenza , appunto si apre con un dialogo della folla per sapere cosa fosse successo o per consigliare al frate di rifugiarsi nel convento. Questo metodo di introdurre “la voce del popolo” prende il nome di VOX POPULIS e avviene mediante un discorso diretto libero.

2 commenti:

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